In attesa di AppShow 2017, che si terrà dal 4 al 6 dicembre prossimo a Milano, abbiamo intervistato uno degli speakers dell’evento, Daniel Sarasa Funes, Manager del programma Smart City del municipio di Saragozza, Spagna.

Saragozza è conosciuta per essere diventata il primo progetto di sviluppo urbano nato dall’obiettivo della sostenibilità ambientale. La città è inoltre il primo esempio della crescita di programmi municipali ed iniziative di “Smart city” che incorporano le infrastrutture digitali e i data per migliorare la vivibilità, la sostenibilità ed il modo di lavorare.

  • Quali sono gli elementi che hanno garantito alla città il titolo di “Smart city”?

Intervista a Daniel Sarasa Funes, Manager del programma Smart City del municipio di Saragozza, Spagna. Sarasa Funes sarà uno speaker di AppShow 2017.
Daniel Sarasa Funes presenta il programma “smart City” in Svezia. www.citiesdigest.com

Saragozza ha una storia molto lunga: è stata fondata dai romani migliaia di anni fa ed è stata oggetto di catastrofi, guerre, carestie ed io credo che, in questo senso, ogni città con una lunga storia debba essere catalogata come “smart”. Questo perché, all’inizio del ventunesimo secolo, una “smart city” è quel tipo di città che si adatta ai cambiamenti dell’ambiente ed alle sfide più difficili. Un esempio è la sostenibilità, Saragozza è al centro della regione di Aragona che è una regione poco popolata e con problemi di scarsità d’acqua; infatti, l’acqua è uno dei concetti chiave che cerchiamo di risolvere. Stiamo attraversando una grande crisi finanziaria che ha portato ad un’acuta crisi sociale e stiamo cercando di risolvere problemi quali la disoccupazione, la povertà, ecc. Per superare le grandi sfide della sostenibilità e della crisi economica, stiamo cercando di utilizzare tecnologia, innovazione, creatività ed il talento delle persone locali.

  • Qual è stata la sfida più difficile che hai dovuto affrontare mentre trasformavi Saragozza in una Smart city?

La sfida più difficile è un paradosso: nel 2008 stavamo basando l’expo sulla sostenibilità e l’acqua, stavamo cercando di cambiare il modello economico basato sul mercato immobiliare, costruzioni ecc, facendolo diventare un modello economico basato sulla conoscenza. Ma il paradosso è che avevamo bisogno di costruire infrastrutture, di molti investimenti per cambiare questo modello e stavamo affrontando una mancanza di risorse. Stavamo cercando di utilizzare i talenti locali per superare questa sfida perché la maggior parte delle persone dotate di talento a Saragozza purtroppo stava cercando lavoro fuori dalla Spagna per via della crisi finanziaria. Stavamo cercando di usare la creatività per ottenere una quantità maggiore di risorse perché, nonostante la crisi finanziaria, le generazioni più giovani di Saragozza sono davvero molto talentuose. L’obiettivo è usare la città come una piattaforma dove tutti possano sviluppare il proprio talento ed usare la propria creatività.

  • Ci puoi fornire qualche esempio di questo?

Logo dell’Open Urban Lab. Credits: www.blogzac.es

Per esempio abbiamo lanciato l’Open Urban Lab che è il laboratorio di ricerca e sviluppo della smart city. Qualche anno fa le soluzioni smart city erano sviluppate da aziende al di fuori della città. Ora stiamo cercando di connettere soluzioni bottom up con idee bottom up all’interno della città. Stiamo cercando di creare un ciclo innovativo di vita. Prima di tutto chiediamo le domande giuste: quali sono i problemi della nostra città; secondo, chi sono gli stakeholders che possano giungere ad un compromesso per sviluppare le nostre soluzioni; infine come possiamo costruire talenti ed imprenditori, e come possiamo far sì che le istituzioni rendano queste soluzioni realtà. Questo è quello che chiamiamo idea del ciclo o ciclo di vita dell’innovazione urbana.

  • Riguardo AppShow, terrai un keynote mercoledì 6 dicembre dal titolo “Come Saragozza è diventata una smart city”. Ci puoi dare qualche anticipazione di quello che sarà il tuo intervento ad AppShow?

Vorrei parlare dei modi pratici per connettere crowdsource, talento ed istituzioni. Qualche anno fa non era possibile nominare neanche un municipio che fosse innovativo, era impensabile. Ma adesso è possibile perché abbiamo sviluppato strategie aggressive sugli open data, open government e abbiamo creato incubatori ed ecosistemi innovativi. Parlerò di come mettere tutti questi pezzetti insieme, metterli nel forno, come accendere il forno e come ottenere innovazione per la città, ma anche per il mondo delle app, gli spazi pubblici ed i servizi.

  • Ci puoi dire cosa ti aspetti da AppShow e cosa ti ha convinto a partecipare?

Penso che questo evento dia l’opportunità di imparare nuove cose ed ha un grande potenziale di networking. Io condividerò quello che ho imparato nel mio lavoro durante questi ultimi anni nel municipio di Saragozza, ma voglio anche imparare cosa le altre città e gli altri attori e stakeholders hanno fatto in tutta Europa. Sono davvero molto interessato in cosa le altre persone stanno facendo là fuori e speriamo che io possa replicare alcune di queste idee nella mia città.

LASCIA UN COMMENTO