In questo periodo si è sentito spesso parlare di spazio, dagli studi su Plutone fino al ritrovamento di acqua su Marte. Tutte le scoperte che vengono da ‘fuori’ la Terra sono possibili grazie alle migliori tecnologie e, anche in questo settore, i robot non mancano.

L’astronauta danese Andreas Mogensen è stato protagonista di una particolare operazione durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale nel mese di Settembre. L’ESA ha preparato il test che aveva come obiettivo il controllo di un robot sulla terra da parte dell’astronauta sulla ISS.

Haptics-1 joystick ESA. Close-up Engineering
Source: esa-telerobotics.net

Fin qui sembra facile, ma per completare la missione Andreas doveva controllare l’automa con un errore massimo di 150 micrometri, il tutto reso più difficile da un ritardo di comunicazione tra la Stazione Spaziale e la Terra di poco meno di un secondo.

Il robot utilizzato, chiamato Interact Centaur, deve la sua ‘intelligenza’ alla potenza di 7 computer ad alte prestazioni. Grazie allo speciale haptics-1 joystick (in foto) vengono controllate le due braccia, dotate di sensori che permettono a chi lo sta controllando di sentire tramite il tatto quello che sente la macchina. Il robot si muove tramite le quattro ruote che gli danno sostegno, mentre la visione è fornita da 4 telecamere che l’astronauta sfrutta per osservare la situazione, grazie anche al collo robotico a sei gradi di libertà che consentono un ampio campo visivo.

In aiuto all’astronauta, dei marcatori virtuali indicano la posizione attuale del robot (rettangoli gialli), la posizione dove esso è diretto (rettangoli bianchi) e la posizione e l’allineamento con l’oggetto interessato (rettangoli verdi). Inoltre, nel lavoro di precisione svolto da Mogensen è stato fondamentale l’utilizzo di un particolare laser che permette di cogliere la profondità.

Interact Centaur. Close-up Engineering
Source: esa.int

Il compimento della missione è stato un importante traguardo. Gli studi riguardanti lo spazio potranno essere sempre più precisi e approfonditi.

“ESA mira a presentare e convalidare un futuro in cui gli esseri umani e i robot esplorano lo spazio insieme. […] Ci si può aspettare che le future missioni di esplorazione sulla Luna e su Marte potranno beneficiare di tali operazioni umani-robot.”

Questo è quello che si legge sul sito ufficiale dell’ESA, dove specificano che “non solo nello spazio, ma anche sulla Terra la robotica si rivelerà molto utile in ambienti pericolosi e inaccessibili”.

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Terminati gli studi al Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate, si iscrive all'Università di Bologna alla facoltà di Ingegneria dell'Automazione. Le sue più grandi passioni sono la robotica e l’informatica, come le nuove tecnologie in generale. Per tenersi informato e informare gli altri, nel 2015 entra nel team di Close-up Engineering dove cura il settore di ingegneria informatica e dell’automazione.

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