Realtà aumentata dinamica, ricerca del MIT. Close-up Engineering
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Perché utilizzare la “semplice” realtà aumentata quando si può usare la realtà aumentata dinamica?

La realtà aumentata di oggi sfrutta differenti dispositivi per mostrarci oggetti virtuali che si muovono nel mondo reale. Alcuni ricercatori del MIT hanno sviluppato e brevettato quella che chiamano Dynamic Augmented Reality. La ricerca, guidata dal ricercatore Abe Davis laureato in computer science, permette a ciò che è virtuale di interagire con il mondo reale, e non solo di apparirci sopra, di “fluttuare” su un tavolo o in mezzo al cielo.

La telecamera ci permette di immortalare le cose per come appaiono, ma nel mondo fisico impariamo tanto degli oggetti manipolandoli, toccandoli, colpendoli e osservando quello che succede. Sfortunatamente le foto e i video tradizionali non ci consentono di farlo.
Con questo nostro nuovo lavoro utilizziamo una tradizionale telecamera con nuovi algoritmi per immortalare gli oggetti in un modo completamente diverso.

La telecamera coglie tutte le vibrazioni, anche quelle più impercettibili, che vengono elaborate e usate per creare un video dinamico interattivo.

Il risultato è sorprendente: l’oggetto può essere manipolato a nostro piacere e noi possiamo cogliere tutti gli aspetti che sarebbe impossibile fare con un video normale.

Come Abe Davis suggerisce, questa tecnologia può essere utilizzata per studi ingegneristici, come ad esempio filmando una vecchia struttura o un ponte per un lungo periodo, gli algoritmi consentono di studiare i movimenti di questi in situazioni ambientali estremi.
Oppure in campo artistico si possono creare video con effetti speciali professionali e un budget ridotto.

Un altro settore in cui tale tecnologia può operare è quello dei videogiochi. Un esempio? Immaginate come sarebbe il famoso gioco Pokémon GO se utilizzasse la realtà aumentata dinamica.

Nel video si osservano i piccoli mostricciattoli mentre interagiscono con l’ambiente reale. Per realizzarlo il team ha filmato l’ambiente circostante e hanno aspettato che il vento collaborasse e facesse perciò muovere l’oggetto interessato, poi i movimenti sono stati elaborati dal loro speciale algoritmo.

La realtà aumentata dinamica ci lascia già a bocca aperta, nonostante sia appena nata. Ci aspettiamo grandi cose da questa tecnologia che sicuramente ritroveremo utilizzata in futuro in molti settori diversi.

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Terminati gli studi al Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate, si iscrive all'Università di Bologna alla facoltà di Ingegneria dell'Automazione. Le sue più grandi passioni sono la robotica e l’informatica, come le nuove tecnologie in generale. Per tenersi informato e informare gli altri, nel 2015 entra nel team di Close-up Engineering dove cura il settore di ingegneria informatica e dell’automazione.

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