A cura di Klizia Urelli

Una volta creata e diffusa una nuova tecnologia vi è sempre legata la curiosità di conoscerla e comprenderla a fondo. Anche negli anni ’60, con la diffusione della rete telefonica pubblica vi fu l’interesse nello studio del suo funzionamento e centinaia di fanatici della tecnologia cercarono di scoprirne i segreti. L’insieme delle attività di coloro che studiavano telefoni e linee telefoniche al fine di poterli manipolare secondo le proprie necessità andò sotto il nome di Phreaking.

Inizialmente i cosidetti phreakers erano mossi solo dalla loro innata curiosità e non esitavano a segnalare alle compagnie telefoniche i problemi da loro rilevati. Tuttavia non passò molto tempo prima che diversi phreakers iniziassero a sfruttare le proprie conoscenze per eseguire chiamate telefoniche senza pagare gettando sotto una cattiva luce l’intero mondo del Phreaking.

La scoperta di John Draper

Phreaking: Cosa lega l'antenato dell'Hacking ai co-fondatori di Apple
Il giocattolo che scatenò il fenomeno del Phreaking. Credits: www.sites.psu.edu

Il fenomeno del Phreaking nacque nel 1964 ad opera di John Thomas Draper, programmatore e hacker statunitense nonché considerato il primo phreaker della storia.

Draper, allora 21enne e arruolato nell’Aeronautica Militare Statunitense, scoprì per puro caso che il fischietto dato in omaggio nella scatola di cereali di “Captain Crunch” poteva trasformarsi nel peggior incubo delle compagnie telefoniche statunitensi.

Quello che all’apparenza poteva sembrare solamente un giocattolo per bambini, infatti, era in grado di emettere un tono a una frequenza di 2600 Hz, lo stesso utilizzato dalle compagnie telefoniche per indicare che l’utente aveva riagganciato. Draper utilizzò perciò il fischietto per raggirare il sistema. Il trucco era semplice: per prima cosa era necessario chiamare un numero gratuito, successivamente si riproduceva il particolare tono a 2600 Hz dopodichè si poteva digitare il numero da chiamare. Era così possibile effettuare chiamate gratuitamente verso qualsiasi numero.

Secondo una leggenda metropolitana, Draper e i suoi amici riuscirono addirittura a intercettare le chiamate in entrata e in uscita dalla Casa Bianca. Durante una delle quali sentirono da un agente della CIA la password per parlare con il Presidente Richard Nixon. Chiamarono allora il numero riservato e dopo aver pronunciato la password vennero messi in contatto con il Presidente sostenendo che a Los Angeles ci fosse una crisi in atto, Nixon chiese che tipo di crisi vi fosse e Draper rispose “Siamo senza carta igienica, Signor Presidente”.

L’arresto di Draper e la diffusione del Phreaking

La Blue Box su scheda Arduino. Credits: www.instructables.com

Draper, soprannominato per la sua formidabile scoperta “Cap’n Crunch”, fu scoperto quando la compagnia telefonica Bell notò delle stranezze nei tabulati telefonici dei numeri gratuiti. Fu arrestato nel 1972 e, dopo un lungo processo unico nel suo genere, condannato a due mesi di prigione.

Cap’n Crunch riuscì però, prima del suo arresto, a raccontare la scoperta a un amico: Steve Wozniak, informatico e inventore statunitense co-fondatore di Apple. Wozniak perfezionò la tecnica adottata da Draper progettando la mitica Blue Box. Si trattava di un dispositivo in grado di produrre le frequenze necessarie per ingannare il sistema telefonico al fine di chiamare gratuitamente che prendeva il nome dalla caratteristica scatola blu in cui era inserito. Egli però non si limitò a utilizzarla per chiamare in modo gratuito e, insieme all’amico Steve Jobs, allora universitario, cominciò a venderla porta a porta nei dormitori universitari di Barkeley.

Ne “Steve Jobs: l’intervista perduta”, lo stesso Jobs racconta un’episodio legato all’uso della Blue Box. Wozniak chiamò il Vaticano fingendo di essere Henry Kissinger, segretario di stato durante la presidenza di Nixon e svegliò tutti, cardinali compresi. Non riuscirono però a parlare con il Papa poiché nel momento in cui convinsero l’interlocutore a svegliarlo scoppiarono a ridere facendo loro capire la natura scherzosa della chiamata.

Nuove tecniche

Tre phreakers intenti a effettuare una telefonata usando la tecnica del Phreaking. Credits: www.io9.gizmodo.com

I futuri co-fondatori di Apple contribuirono alla diffusione del fenomeno del Phreaking e in molti, in tutti gli Stati Uniti, escogitarono nuovi metodi per non pagare le chiamate telefoniche.

Vennero così costruite nuove box. Dapprima la Red Box, che permetteva di effettuare chiamate interurbane emulando il tintinnio indicante l’inserimento delle monete; successivamente la Green Box, che consentiva al phreaker che riceveva la chiamata di inviare toni indicanti l’inserimento di monete nella cabina telefonica e toni indicanti di espellere il resto; infine la Black Box, che impediva attraverso il controllo della tensione di iniziare la fatturazione della chiamata evitando quindi il pagamento della stessa.

Ripercussione e stato attuale

Le box colorate permisero per la prima volta nella storia di effettuare chiamate a bassissimo costo in tutto il pianeta,e nonostante la loro “illegalità”, ebbero il merito di rendere più facile ed economica la comunicazione a livello globale scavalcando i confini nazionali e rendendo il mondo percettivamente più piccolo.

Le compagnie telefoniche non vennero danneggiate economicamente ed anzi riuscirono a sfruttare il fenomeno del Phreaking per correggere i diversi bug delle linee telefoniche americane.

I phreaker escogitarono sempre nuove e più sofisticate forme per aggirare il sistema ma dovettero arrendersi quando le linee telefoniche furono digitalizzate.

Ad oggi, le tecniche escogitate dai phreakers degli anni ’60 e ’70 non sono più utilizzabili tuttavia tecniche più innovative sono state sviluppate con l’avvento del telefono cellulare fino ad intersecare completamente il Phreaking con il fenomeno ancora attuale dell’Hacking.

 

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