Photomath – Ogni nuova tecnologia che si rispetti, subito dopo il rilascio al pubblico, deve superare un importante e complesso test: ogni tecnologia dev’essere messa al vaglio dell’etica umana.
Per alcuni filosofi (e anche secondo il mio modesto parere), una tecnologia dovrebbe essere sottoposta all’etica esclusiva della scienza da cui proviene. Ma in realtà non succede questo. Succede che qualcuno ha un’idea, un concetto con mille applicazioni utili o anche solo con una piccolissima applicazione utile, e bene, dopo pochi istanti dalla sua divulgazione, quella tecnologia si riflette tramite la personalità dei propri utilizzatori, alcuni hanno buone intenzioni, altri no. Il problema, è che poi nasce un processo etico sulla nuova tecnologia, al posto che su chi la utilizza.

L’abbiamo visto per la fissione nucleare e la bomba atomica, ora lo vediamo per qualcosa di più piccolo e forse insignificante, ma la realtà è che il processo umano che ci sta dietro è il medesimo:
Da qualche giorno si sta colpevolizzando Photomath di aiutare gli studenti a copiare all’esame, di rendere le persone incapaci di fare i conti, e così via.
La realtà è che la morale va fatta a chi utilizza la tecnologia, non alla tecnologia stessa.

Photomath

Photomath è un’app mobile che consente di inquadrare un’espressione o un’equazione tramite la fotocamera, e fornisce il risultato direttamente sullo schermo, in realtà aumentata.
Ora, un ingegnere, uno studente, un’appassionato di tecnologia, vedrebbe in tutto ciò mille applicazioni utili.
Avete un libro di testo con esercizi senza risultati? Controllate in un attimo.
Avete fatto dei conti ma non siete sicuri siano giusti? Controllate in un attimo.
Ma non solo. Ci sono non poche possibili applicazioni future, per quanto riguarda la realtà aumentata. Pensate ad un casco che vi misura in tempo reale le dimensioni della realtà che vi circonda, ed elabora i dati in tempo reale, fornendo informazioni utili.
Pensate ad inserire gli algoritmi di Photomath in un robot intelligente, che sarebbe quindi in grado di risolvere problemi di contabilità, ad esempio. E non sarebbe necessario convertire quei problemi in digitale prima di poterli risolvere, potranno essere risolti anche stando benissimo su un foglio di carta, su un documento, scritti sul muro o tatuati sulla pelle.

Photomath, consente oltre che ottenere i risultati in tempo reale, anche una soluzione step-by-step per capire come si risolve un esercizio.

L’idea alla base della tecnologia di Photomath è superare la barriera della conversione in digitale tramite l’utilizzo dell’analisi fotografica, che è un po’ uno dei grandi ambiti informatici al giorno d’oggi.

Inoltre, il discorso “si perderà la capacità di fare i conti” non regge affatto: da sempre nei libri di testo ci sono i risultati (in alcuni mancano, ma è una pecca). Con Photomath cambia semplicemente la modalità con cui si accede al risultato, e si aggiunge la possibilità di accedervi sempre, anche dove prima mancava. Non è mai morto nessuno cercando una conferma ai propri conti. 

 

1 COMMENTO

  1. Niente in contrario sulle nuove tecnologie, solo che queste vanno usate sempre e solo quando servono, non se ne deve abusare. Comunque dovrebbero essere usate solo per facilitare problemi complessi che in ogni caso dovrebbero essere impostati con l’aiuto della mente, il grosso rischio è che si perda la capacità di impostare i problemi. Attenzione all’atrofia della mente grazie a questi diabolici e affascinanti marchingegni.

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