Computer quantistici futuro programmare

Uno dei tanti problemi di oggi, è che sembra essersi creata una certa distanza tra i giovani e il mondo della quantistica, una distanza tenuta solida da incomprensione e poca curiosità.
I computer quantistici vengono ancora visti come il futuro, quando in realtà sono già il presente.

1. Essere innovativi o non rimanere indietro?

Se 50 anni fa era da visionari il voler imparare a programmare, oggi non lo è più e non si può pensare che avere in mano alcune abilità informatiche sia un vero vantaggio: conoscere le reti, conoscere i sistemi operativi, saper programmare… non basta più. Sono requisiti base che tutti dovrebbero avere, ma comunque requisiti base. Già oggi i bambini utilizzano le nuove tecnologie molto agevolmente, e nei prossimi anni si imparerà fin da subito anche a programmare.
Se si vuole essere i laureati di ieri, si può imparare a programmare e a conoscere i sistemi operativi e le reti. Se si vuole essere i laureati di domani, è fondamentale entrare in contatto con i computer quantistici, le intelligenze artificiali e le reti neurali.

Essere innovativi è dir tanto, in realtà. Era davvero visionario chi trenta anni fa parlava di computer quantistici. Oggi, si tratta più di un semplice non rimanere indietro.  

2. Un nuovo enorme mercato

Il mercato dei computer quantistici è già qui, ed è già di valore. E si può facilmente immaginare di quanto crescerà nei prossimi anni: non sostituirà il mercato del computing tradizionale, ma lo affiancherà con un pari valore.
In futuro ognuno di noi spenderà in quantum computing circa la stessa cifra che spende ora in tecnologie tradizionali. Avremo il nostro abbonamento al cloud computing come lo abbiamo al 4G.

Si calcola che già entro il 2020 il mercato dei computer quantistici crescerà a più di 5 miliardi di dollari. 

A breve ci sarà sempre più richiesta di ingegneri informatici capaci di migliorare le prestazioni hardware dei computer quantistici, di programmare un computer quantistico, di ricercare nuovi problemi e fornire nuove soluzioni.

3. Perchè i computer quantistici sono belli

Non è soggettivo: il gatto di schrodinger affascina tutti. E così anche i computer quantistici.
Sapere che i risultati della ricerca che vorrete fare su Google saranno giusti e sbagliati allo stesso momento, almeno finchè non cercherete per davvero, è affascinante.

Scherzi a parte, i computer quantistici affascinano da sempre. Gli algoritmi quantistici, rispetto agli scontati e logici algoritmi tradizionali, sono davvero sorprendenti.
Volete cercare un elemento? Al posto che cercarlo, ripetete alcune operazioni più volte finchè il risultato non comparirà magicamente.

Dovremmo tutti essere mossi da una grande curiosità per imparare a programmarli. Non sei curioso? 

4. Perchè è difficile e non è difficile contemporaneamente

Al contrario del credo comunque, non tutto ciò che è potente è anche complesso. Soprattutto ora, i computer quantistici possono compiere poche basilari operazioni. Non è complesso capirne il funzionamento, alla base dell’elaborazione del qubit non vi è che semplice algebra lineare, e alcuni complessi (ma affascinante, vedasi il punto 3) concetti quantistici. 

Avvicinarsi ora al mondo della quantistica è un grosso vantaggio: la difficoltà crescerà esponenzialmente con il tempo.
Per ora, le difficoltà riguardano solo il capire il funzionamento dei qubit, il capire i concetti quantistici su cui si basano questi computer, ma presto la difficoltà sarà anche nella vera e propria programmazione. Le funzioni crescerànno sempre più e risolveranno problemi sempre più complessi.

5. Perchè si può

Uno dei motivi più semplici, è che si può. L’accesso è aperto a tutti e gratis.
Anche se non ti interessa rimanere al passo coi tempi, non ti interessa diventare un ricco programmatore di computer quantistici e non ti affascinano, c’è un computer quantistico online, pronto per essere programmato. È lì gratis da provare, perchè non provare?

IBM ha reso infatti disponibile un computer quantistico di 5 qubit pronto per essere programmato da remoto. Inoltre, ha scritto un’intera guida per imparare passo passo a programmarlo, comprendo anche eventuali lacune nei concetti di meccanica quantistica necessari alla comprensione.

Ecco la nostra guida:

Proviamo il computer quantistico di IBM! – Parte 1

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