In questo primo articolo dedicato alle criptovalute spiegheremo cosa sono e lo faremo, come sempre, senza preconcetti e con spirito critico.

Con il termine criptovaluta (talvolta denominata anche crittovaluta o criptomoneta) si identifica una valuta “digitale” che trova fondamento in peculiari principi crittografici, indispensabili al fine della creazione della criptomoneta stessa e della convalida delle singole transazioni.

Sgombriamo subito il campo da ogni tipo di dubbio: se credete che si tratti di un modo “facile” di fare soldi… statene lontani!

Allo stato dell’arte, infatti, non esiste alcuna autorità centrale di sicurezza e di controllo. Le transazioni, e la creazione stessa delle criptomonete, avvengono direttamente – a livello globale – sulla rete. Esistono, inoltre, più di 500 diverse criptovalute, molte delle quali traggono ispirazione dalla prima criptovaluta mai ideata e creata, il Bitcoin. Tuttavia, senza grosse sorprese, abbiamo verificato che le criptovalute attualmente in circolazione sono tutte valute alternative rispetto a quelle con valore legale.

Tra gli estimatori delle criptovalute vi sono non solo speculatori, visionari e/o cyber-criminali del Dark Web, ma anche investitori retail. Questo non ve lo aspettavate, vero? La ragione di tale evidenza risiede fondamentalmente nel principio, sempre troppo sottovalutato, della diversificazione dei propri investimenti. Pertanto, possiamo affermare che le criptovalute sono – ma lo saranno ancor di più nel prossimo futuro – una concreta opportunità di investimento anche da parte degli investitori privati.

Volendo elencare i principali vantaggi, spesso troppo enfatizzati, delle criptovalute vi sarebbero: l’impossibilità di falsificarle, grazie ai peculiari sistemi di crittografia alla base di ognuna di esse; la contrazione dei costi di transazione rispetto ai consueti circuiti bancari; e (udite udite!), trattandosi di una valuta slegata dal tradizionale circuito bancario-governativo, una criptovaluta non risente delle crisi economiche e monetarie.

Per evitare una brusca interruzione della scrittura di questo articolo, da parte dell’autore, lasciamo ai lettori qualsiasi valutazione ed approfondimento in merito ai sopracitati “vantaggi” intrinseci alle criptovalute.

Veniamo, invece, alle principali criticità del “sistema monetario” delle criptovalute: in primis, l’anonimato delle transazioni e l’impossibilità di annullare le stesse determina elevati rischi di perdere (anche solo accidentalmente) delle somme espresse in criptomoneta; in secundis, quanti affermano che sia possibile “minare” (ovvero “produrre”) la propria criptomoneta, senza doverla obbligatoriamente acquistare, farebbero bene a fare due conti in merito alla potenza di calcolo necessaria a tale “produzione” e ai relativi costi in termini già solo di energia elettrica consumata per la “produzione”; ultimo, ma non meno importante, estrema difficoltà di conversione (in modo conveniente) degli importi detenuti in criptovalute in importi espressi in valute tradizionali.

In conclusione, il mondo delle criptovalute è sicuramente affascinante e, nel prossimo futuro, non ci dobbiamo sorprendere di vedere un coinvolgimento diretto anche da parte degli istituti di credito tradizionali. Allo stesso tempo, sul web girano fin troppe truffe per consentire che si parli di criptomoneta come “opportunità di guadagno priva di rischio”, senza che nessuno dica chiaramente che tale affermazione non è altro che una… bufala!

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